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Fitness -- Acquatic Interval Training

ACQUATIC INTERVAL TRAINING: L'ALLENAMENTO A INTERVALLI IN ACQUA
Magazine "Performance" - Agosto 2006

Saremo ripetitivi o di tendenza parlando di interval training? A nostro parere rispettiamo la tendenza, almeno quanto la rispettano tutti gli istruttori delle discipline acquatiche, settore in fortissima espansione e alla ricerca di stimoli nuovi attraverso i quali concretizzare programmazione e workout. Sono molti i nuovi formati di allenamento e le metodologie con cui proporre stimoli nuovi, ma vorremmo porre l’attenzione su un protocollo di lavoro che offre una valida chiave di lavoro. La prima cosa da fare nell’organizzare una lezione è la scelta del movimento e la sua modalità di esecuzione in acqua.
Osserviamo il fatto che spesso si assiste a lezioni in cui semplicemente ci si muove con scarso criterio, o dove gli esercizi dell’ambiente terrestre vengono semplicemente trasferiti in ambiente acquatico senza i dovuti adattamenti, dove per l’adattamento è dato dal tempo di esecuzione in contrapposizione o a favore alla spinta idrostatica e dalla capacità del corpo (o di un segmento del corpo), di muoversi.
É utile a questo punto valutare il tempo musicale, suddiviso in tempo reale e tempo acquatico, frazione che non sempre è semplicemente raddoppiata.
Parliamo quindi solo di “movimenti acquatici”, organizzati diversamente con l’obiettivo di offrire stimoli per la resistenza muscolare, per la resistenza aerobica e per la forza, grazie all’applicazione della legge quadratica. La legge quadratica ci insegna che al raddoppiare della velocità, la resistenza che incontriamo quadruplica.
Quindi, se in acqua acceleriamo di molto il recupero di un arto, per esempio, avremo come diretta conseguenza un aumento della resistenza opposta all’acqua. A questo punto dovremo considerare la propulsione (continuità di movimento), in quanto al raddoppiare della velocità, quadruplica la velocità del corpo, che viene spostato se non ci si oppone con forza alla dinamica dell’acqua. La forza che si contrappone allo spostamento dell’acqua è in grado di aumentare il metabolismo e il consumo di ossigeno fino a otto volte.
Ciò è da tenere presente soprattutto sulle serie lunghe o sui set giganti, che vedono il corpo impegnato per tempi più lunghi del normale.


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