La presenza di fasi di tonificazione - sia localizzata che globale - potranno rendere ancora più efficace il lavoro svolto durante le sequenze cardiovascolari, in quanto favoriranno un miglioramento ed un aumento della rete capillare e il muscolo risulta meglio vascolarizzato. Questo può comportare un aumento della superficie di scambio sangue/muscolo anche del 40% ed una diminuzione delle resistenze periferiche, con conseguente abbassamento dei valori di pressione arteriosa.
Le modificazioni più significative si riscontrano a livello delle fibre dove si verifica un aumento degli enzimi ossidativi. In pratica, durante attività in acqua, l’aumento del flusso ematico, con il conseguente miglioramento della rete capillare e della biochimica cellulare permette di migliorare l’estrazione e l’utilizzo dell’ossigeno da parte del tessuto muscolare, provocando una maggiore utilizzazione del Sistema Aerobico di Produzione di Energia e ritardando il ricorso ai meccanismi energetici lattacidi. L’organizzazione del lavoro muscolare varierà durante i mesocicli: è opportuno far apprendere i principali movimenti di tonificazione in modo analitico, con varie strategie di allenamento (superset - set composto - circuito - pre-post affaticamento), per procedere e facilitare il successivo lavoro con sequenze globali: quest’ultima didattica favorirà, tramite l’esecuzione di esercizi a catena aperta, chiusa, esercizi in galleggiamento e con spostamenti, un consumo energetico maggiore, evitando che si determini un eccessivo ristagno di liquidi determinato da un lavoro eccessivamente localizzato.
Nel caso specifico può essere interessante creare lavori centripeti, che partono da un lavoro per le gambe, continuano con un lavoro per i glutei e terminano con un lavoro sul corsetto addominale; l’utilizzo degli arti superiori per favorire il galleggiamento o lo spostamento del corpo influirà positivamente per evitare il ristagno di acido lattico e cataboliti, migliorando il ritorno di sangue dai distretti inferiori al cuore.
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